Tutte le aziende hanno bisogno di un growth hacker

Tutte le aziende hanno bisogno di un growth hacker?

Se segui il mondo del digitale come me, sarai sicuramente capitato nella news di qualche giorno fa che annunciava la sostituzione, in Coca-Cola, del Marketing Manager con il Growth Manager.

Inevitabilmente la notizia ha fatto il giro del web e abbiamo avuto da un lato gli “entusiasti” (si, lo ammetto, ero in questa categoria) e dall’altro lato i “detrattori” che cercavano di ridurre l’importanza della notizia.

A freddo, da buon Growth Hacker non posso non fare una riflessione con i numeri alla mano. Andando a recuperare l’ottima analisi di Marketing Week (non proprio gli ultimi arrivati) osserviamo due dati interessanti che ci danno una forte indicazione sul perché di questa mossa.

Negli ultimi anni Coca-Cola è cresciuta tantissimo a livello di Awareness e di Branding, ma dall’altro lato non ha registrato una crescita equivalente in termini di fatturato e di vendite. Anzi, i valori sono crollati quasi del 5% rispetto all’anno precedente.

Quando parlo di Growth Hacking o faccio formazione sul tema uso sempre l’espressione “tutte le aziende hanno bisogno di crescere, cambia solo la metrica da far crescere in base alle necessità e allo stadio evolutivo dell’azienda”.

Ecco un esempio classico di azienda (non startup, né digitale) che aveva problemi di crescita e stava lavorando sullo step sbagliato del funnel: si concentravano sull’awareness quando i problemi erano sulle revenue.

Non sono né il primo né l’ultimo a sostenere una cosa del genere. Anzi, l’anno scorso fece molto scalpore quando il tema arrivò sulle pagine dell’Harvard Business Review con un post dal perentorio titolo “Tutte le aziende hanno bisogno di un Growth Manager”.

Il post di HBR è molto chiaro e diretto sull’argomento: se non hai una persona che si dedica alla crescita significa che la tua priorità è altrove e, di conseguenza, significa che c’è qualcosa che non va in azienda.

Ecco perché serve qualcuno che vada oltre il Marketing tradizionale e inizi a prendere decisioni basate solo sui dati, sugli analytics e sugli insight intervenendo, quando serve, anche sul prodotto e dando assoluta priorità alla crescita dell’azienda.

Ancora una volta: priorità alla crescita.

Eh si, perché alla fine possiamo perderci all’infinito in definizioni di mille tipo, ma è di questo che tratta il Growth Hacking, di crescita.

Guest post di Raffaele Gaito, Imprenditore Digitale, Growth Hacker, Startup Mentor, Blogger e Partner di yourDIGITAL

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